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Scarpa: dall’alpinismo al trail running

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(Filippo Pavesi) Dopo una carriera straordinaria, prima nella corsa in montagna propriamente detta e poi nel trail running, dall’aprile 2020 Marco De Gasperi ha intrapreso una nuova esperienza professionale come brand manager trail running di Scarpa, azienda nata e cresciuta ad Asolo (TV), quindi nel cuore della “scarperia” sportiva da montagna.

Questo brand italiano ha guadagnato molta visibilità nel 2021 tra vittorie dei propri atleti (su tutte la terza vittoria al Tor des Geants di Silvia Ainhoa Trigueros Garrote, nella foto sotto), nuovi modelli e sponsorizzazioni di manifestazioni.

Dagli “ottomila” alle olimpiadi

La Scarpa è un’azienda italiana che produce molte delle più apprezzate calzature da montagna e outdoor, per qualsiasi uso e per ogni possibile appassionato. Il mondo della montagna, ad esempio, ha festeggiato il recente successo dell’alpinista nepalese Nirmal Purja, che, calzando Scarpa, ha salito i 14 “ottomila” in soli 6 mesi, a cui ha fatto seguito la prima salita invernale sul K2, risolta dal fortissimo team nepalese.

Da zero a ottomila 

Da anni, i prodotti Scarpa spaziano con successo da zero a ottomila metri, muovendosi agilmente su quattro principali terreni di gioco: sci (sci-alpinismo, freeride, telemark), montagna (alpinismo, trekking e outdoor), climbing (arrampicata su ogni dove) e – last but not least– il  trail running, che, pur essendo per Scarpa la categoria più giovane, è quella che gode del maggiore tasso di crescita. I prodotti Scarpa sono infatti messi in luce grazie alle performance di formidabili atleti come la già ricordata Silvia Trigueros Garrote, Manuel Merillas (detentore del miglior tempo da Courmayeur alla cima del Monte Bianco e ritorno) e la nostra Francesca Canepa (che ha trionfato all’UTMB 2018).

Oggi, a guidare il settore produzione trail della Scarpa c’è nientemeno che Marco De Gasperi, già pluricampione mondiale di corsa in montagna e di skyrunning, che sta investendo tutta la sua esperienza nello sviluppo dei nuovi prodotti performance, senza peraltro dimenticarsi anche dei nuovi runner che si affacciano al trail.

Scarpa è un acronimo

Sin da quando fu fondata, battezzandosi con l’acronimo “Società Calzaturieri Asolani Riuniti Pedemontana Anonima”, l’azienda ha sempre dedicato una particolare attenzione all’innovazione tecnologica, ai nuovi materiali ed ai relativi processi. È successo, ad esempio, quando i suoi “Terminator”, rivoluzionari scarponi in plastica ad hoc, hanno fatto rinascere il Telemark, dopo il successo già raggiunto con i “Denali” per lo sci-alpinismo e i “Vega” per l’alpinismo. È accaduto ancora con i suoi “Tornado” per lo sci freeride, poi con gli “F1” e i leggerissimi “Alien” in carbonio per le gare di sci alpinismo, che nel 2026 debutteranno alle Olimpiadi di Milano-Cortina.

Il “Green manifesto” di Scarpa

Fondamentale anche l’impegno della Scarpa verso la sostenibilità, sancito con il suo “Green Manifesto”, con cui ha annunciato azioni come l’uso del 100% di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili certificate, per neutralizzare la produzione di CO2.

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